sabato 22 Febbraio 2020
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Yamaha MusicCast giradischi senza fili

Il primo giradischi dotato di connettività Wi-Fi e compatibile con il sistema multiroom Yamaha MusicCast, affiancandolo da un sistema stereo con una coppia di diffusore MusicCast 20 e il subwoofer della stessa serie.

Di giradischi con Bluetooth se ne sono già visti, ma dotati di connessione Wi-Fi ancora no. Ecco Vinyl 500 di Yamaha, dotato di Wi-Fi per inserirsi nel sistema proprietario MusicCast.

Un’idea originale che ha portato il grande ritorno del marchio Yamaha nel mondo analogico, assieme al modello della serie 5000.

Una soluzione di questo tipo funzionerà davvero hanno formato un sistema che ha come sorgente il giradischi Vinyl 500 (629 euro) e diffusori una coppia di MusicCast 20 (229 euro l’uno) e il subwoofer MusicCast Sub100 (529 euro). Un sistema che unisce antico e moderno, indicato per chi vuole riscoprire il vinile oppure valido per chi preferisce non abbandonare i sistemi streaming ma non vuole mettere in soffitta preziose collezioni di dischi in vinile. L’aggiunta del subwoofer permette di sonorizzare ambienti di ampia cubatura senza mettere troppo in difficoltà i compatti diffusori MusicCast 20, ma  chi vuole risparmiare qualcosa può anche rinunciare al sub senza penalizzare troppo la resa sonora.

Gli unici fili presenti in questo sistema sono quindi quelli dell’alimentazione, oltre eventualmente a quelli di rete.

C’e anche la possibilità di usare il giradischi come componente tradizionale, sfruttando l’uscita di linea anche con il pre phono integrato. Il ritorno sul mercato del vinile ha suggerito a Yamaha di ritornare con un modello classico e originale al tempo stesso trazione a cinghia e funzionamento manuale uniti al sistema MusicCast per la diffusione sonora senza fili.

Il giradischi è del tutto indipendente dai diffusori e può  funzionare come unità MusicCast in impianti stereo tradizionali per inserire non solo la riproduzione analogica, ma anche lo streaming e il multiroom. L’aspetto del Vinyl 500 è molto elegante e raffinato con la sua livrea laccata nera e anche disponibile nella versione bianca e i tasti argento; il braccio è anch’esso ben realizzato con la scelta del porta testina separabile e la leva di salita e discesa troppo vicina all’articolazione.

Il cambio di velocità tra 33 e 45 giri è elettronico tramite l’apposito tasto e quindi non serve spostare la cinghia come su altri modelli. La testina in dotazione è una Audio Technica AT3600, modello economico con stilo conico e peso di lettura consigliato da ben 3,5 grammi. Notevole la cura costruttiva per il perno centrale e il motore, uniti a un pesante piatto metallico ed a uno spesso tappetino in feltro; ben rifinito anche il coperchio trasparente.

Per l’elettronica tutto è stato sistemato sotto al telaio, dal preamplificatore phono integrato fino alla circuitazione MuisicCast, ci sono perfino uscite separate per il solo giradischi e per le due sorgenti combinate vinile + MusicCast. Sulla testina vorremmo fare qualche considerazione sulle possibili ragioni che abbiano portato a preferire una testina molto economica su un giradischi che costa oltre 600 euro.

Non possiamo non sottolineare come Yamaha avrebbe potuto farsi creare una testina su misura, come ha fatto Sony per ottenere una lettura più ragionevole. Cio nonostante il giradischi suoni molto bene è  merito di Audio Technica e dei progettisti Yamaha, ma per il prezzo richiesto per il giradischi la testina è inadeguata. 

MusicCast 20, questi diffusori sono il modello di ingresso della gamma e hanno molteplici utilizzi possono essere un singolo diffusore da impiegare per il multiroom, possono essere abbinati in versione stereo per ricreare il classico impianto Hi-Fi, possono essere utilizzati anche come diffusore surround abbinati alle soundbar della stessa serie, sempre senza cavo di collegamento. La forma compatta può mascherare il contenuto, svelato dal notevole peso del diffusore; le prese di alimentazione e rete sono nascoste nella zona inferiore, in modo da consentire anche il fissaggio a parete.

La finitura è disponibile in colore nero oppure bianco.

Le sorgenti di segnale sono tramite la rete o il Bluetooth perché non ci sono ingressi ausiliari. I controlli sono concentrati sul pannello superiore e oltre alle consuete variazioni di volume ci sono tre preselezioni per impostare direttamente altrettante sorgenti predefinite dall’utente, in modo da poter usare il diffusore anche senza l’app.

L’applicazione è invece fondamentale per la connessione in rete e per impostare la modalità stereo e l’abbinamento con il subwoofer. Dal punto di vista costruttivo il diffusore utilizza un sistema a due vie con midwoofer e tweeter frontali, mentre ai lati ci sono due altoparlanti passivi per aumentare l’impatto in gamma bassa; la potenza complessiva è di 40 Watt.

Il giradischi si unisce alle altre possibili sorgenti di segnale come servizi di streaming, server o lo stesso dispositivo sul quale è installata l’app di controllo. Ci sono anche possibili modifiche alla risposta in frequenza tramite l’app con un controllo di tono triplo per bassi, medi e alti oltre all’inevitabile Bass boost, tutte cose utili  perché questo diffusore parte da un suono molto equilibrato.

MusicCast Sub 100, un subwoofer pronto a tutto questo diffusore è l’unico della sua categoria con le funzionalità MusicCast e nasce con lo scopo di aggiungere un decisivo contributo in gamma bassa alla resa sonora.

Può essere utilizzato in ambito home cinema con le soundbar, oppure aggiunto a diffusori stereo.

Sul diffusore troviamo una grande manopola per regolare il livello e le spie di connessione in rete; molto elegante la finitura nera laccata, è disponibile anche in bianco. Il diffusore utilizza un woofer da 20 cm che diffonde frontalmente, così come lo sfogo dell’accordo reflex. La bella finitura si abbina a dimensioni compatte ma non proprio minuscole, siamo pur sempre sui 25 x 37 x 41 cm (L x A x P), con disposizione preferenziale sul fronte anteriore dei diffusori, ma volendo collocabile anche a lato del punto d’ascolto.

Le istruzioni aggiungono un dettaglio importante: per evitare la creazione di dannose onde di riverbero, si consiglia di piazzare il diffusore in modo leggermente orientato verso una delle pareti laterali, poco gradevole alla vista ma il concetto è sicuramente esatto. Cerchiamo di seguire i consigli e piazziamo il sub verso la parete più sgombra del nostro ambiente d’ascolto.

@cercaconsigli
Da circa 10 anni ho fatto del web la mia passione. Condivido guide e consigli di ogni genere che possano essere di aiuto a chiunque. Felice di poterti consigliare 🙂

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